Category Archives: Mitte


L’uomo del semaforo

Sono morto senza che nessuno, in questa città, si ricordasse il mio nome.
Ancora oggi mi chiamano semplicemente l’uomo del semaforo.
Come se alla fine fossi proprio io quello là con il cappello a falda tesa, verde quando è in procinto di attraversare la strada e rosso quando invece c’è bisogno di fermarsi. (more…)

Gotham City

Quando sono venuta qui per la prima volta era il 1998.
Potsdamer Platz non esisteva ancora ed era invece un grosso cantiere, che si estendeva fin dove arrivava l’occhio, con tante gru e un palco dove salire, per guardare meglio. Cosa poi?
La città che si trasformava. (more…)

Sul ponte

Ci sono dei ponti, come Jannowitzbrücke ad esempio, che quando ci passi sopra in bicicletta non puoi fare a meno di rallentare e girare la testa, ora a destra, ora a sinistra, con gli occhi oltre il fiume, fin dove arriva lo sguardo.
Per la durata di quel momento, il tempo dilegua e tu languisci. (more…)

Denti

Sogno atroce cui si guarda con terrore è quello di perderli e frantumarli: denti che si spezzano e cadono.
Ma non qui.
Qui i denti sono affilati, grandi quanto il braccio di un bambino. (more…)

Fotografia

C’è una foto di Paul Schutzer* che ritrae un soldato della Berlino est nell’atto di lanciare una palla oltre il filo spinato del muro.
Non vediamo chi ci sia dall’altra parte. È lecito solo immaginare ma la fantasia non può fare comunque troppi giri: un gruppo di bambini. Tre, forse quattro.
È il 1962. È inverno; c’è un freddo inesorabile e accusatorio. (more…)

Memoriale

Questo labirinto qui, composto di più di duemila stele poste l’una dietro l’altra ad altezze diverse, questo labirinto, in cui ora i turisti si perdono, i bambini giocano a nascondino, le mamme gridano – Dove sei? Dove sei?- questo labirinto, ti dicevo, occupa una superficie di 19.000 metri quadrati. (more…)

Humboldt

Chi l’avrebbe detto che sarei rimasto bloccato qui, proprio io che così a lungo ho viaggiato.
Io che ho visto l’equatore, ho attraversato la Siberia fino al confine cinese e mi sono spinto in terre sconosciute, esplorando l’America del Sud quando ancora si sapeva poco di essa, primo europeo a scalare le cime del vulcano Pichincha, con appresso un igrometro, un termometro, un barometro, un eudiometro, e con tanti altri strumenti di valutazione perché a me, la terra, piaceva misurarla, e volevo anzi scrivere un libro che la racchiudesse tutta quanta e per poco ci sono anche riuscito.
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Cronaca nera

Qualche anno fa in questa piazza hanno accoltellato un ragazzo.
Aveva 20 anni appena e stava a Berlino, come uno dei tanti. (more…)

Ragazzi

Che stia arrivando la primavera lo sanno quei ragazzi laggiù.
Quelli là, che si attardano con lo skateboard e le Bmx, quelli che hanno appena quattordici anni e che si sono dati appuntamento in Pappelplatz, in questa fetta di terra che contiene un campetto da basket e 4 pedane, stretta tra un cimitero a sinistra e una statua che si chiama Der Geldzähler (il contatore di soldi) a destra.
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Dove eri?

Se chiedi, ognuno saprà dirti dove si trovava quando in un settembre come un altro un aereo si schiantò su un grattacielo di New York.
Io, per esempio, ero a casa.
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