Category Archives: Charlottenburg


90: la paura

E poi una sera si sente ancora più freddo di così.
Che non è solo l’aria dell’inverno che avanza ma qualcosa dentro, che si è ghiacciata d’un tratto e con essa le parole, strozzate in gola peggio di sassi.
La città stessa è ammutolita; ci si risveglia nell’afasia. (more…)

Ku’damm

Oggi si va all’Ovest a fare shopping.
H&M, Top Man, Urban Outfitters, Mango, Zara, tutti sul corso dello stesso viale, e poi forse una puntatina all’Apple Center. Oggi si va all’Ovest con la mania di provare vestiti, scrutare le nuove collezioni, passeggiare sul corso, magari fermarsi pure a prendere un caffè da Starbucks. (more…)

Currywurst

C’erano ancora gli americani. E loro sì che di salsicce ne mangiavano.
Ma le mangiavano un po’ tutti, che la guerra era finita da qualche anno e servivano energie e proteine, per ricostruire.
A lei non mancavano. (more…)

Allo zoo

Si trova lì perché la famiglia è in visita, ci sono il padre, la madre, persino sua sorella con i nipoti, e una tappa in quel posto è quasi obbligatoria.
Mentre escono dalla metro, camminando sotto il grosso ponte di metallo, tra le luci e la ressa della Berlino Ovest, la mamma non fa altro che parlare, guardando dal basso verso l’alto la città, mentre i bambini fremono.
– Quando arriviamo? Quando arriviamo? – domandano.
A lui intanto viene in mente un libro degli anni ottanta e quella generazione che si faceva in vena di eroina, proprio là, sotto quel ponte.
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Ave Maria

Mi vesto.
Indosso scarpe vecchie e un completo di lana.
Ci metto sopra persino una cravatta e mi pare di essere dignitoso, quasi signorile, quando mi guardo allo specchio.
Sembro un po’ Hans Albers, solo che al posto di una fisarmonica ho un violino.
Ci suono l’Ave Maria di Schubert all’uscita di Gendarmenmarkt, su un pezzo di strada vecchia che odora di Glühwein.
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