Category Archives: Wedding


Stattbad Wedding

Quando lei mi dice che le manca quel posto, penso che la stessa cosa vale per me. Del resto, era surreale.
Tutti aggrappati al suolo come capretti, sul pendio della vasca di un’ex piscina comunale, con il dj proprio là, dove un tempo l’acqua era un più fonda e ci si arrivava solo con un tuffo dal trampolino. E chissà che piroette, poi. (more…)

Qui non è il Berghain

Si sono messi in fila, uno dietro l’altro, aspettando il turno prima di iniziare a salire la rampa di ferro, scalino dopo scalino. Sono ciccioni, sono mezzi nudi, le pance traboccano chiassose. Uno di loro, là nel mezzo, ha la alopecie. Lo sguardo è spaurito, perché l’occhio altrui va a cadere in quelle zone bianche della testa – nuda e calva a chiazze – che si ritrova.
È domenica, c’è la fila, ma qui non è il Berghain. (more…)

OBI

OBI, si chiama. Ma non è una personaggio di Star Wars piuttosto sono 900 metri quadrati di spazio dedicati alla ferramenta e al fai da te.
I tedeschi ce l’hanno nel sangue. (more…)

Pictoplasma

Solo una settimana fa ci passavo che erano le cinque e mezza del mattino.
Sovrappensiero, di ritorno a casa, ho sbagliato strada e mi ci sono ritrovata davanti.
Albeggiava.
L’aria era pulita e immobile, come spesso nelle domeniche come questa a Wedding.
A pochi passi dai polli arrosto e dai kebab, dal casino di Leopoldplatz, sta un cancello in stile Art Nouveau e, dietro il cancello, un giardino con i primi alberi in fiore.
In lontananza sorge una costruzione fiabesca. (more…)

Dovevo solo andare al cinema

Le signore di Wedding stamattina vanno a messa.
Un uomo le aspetta sulla porta, con i libri sacri in mano; le accoglie, le bacia, le lascia entrare. Poi torna sulle scale a godersi il sole di questa strabiliante domenica mattina. (more…)

W di Wedding

– E tu dove abiti?
– A Wedding.
– a Uedding…
– No, a Wedding. Si pronuncia con la W dura, non è inglese.
– Ah, ecco. E dove sta? (more…)

Ma che bella giornata!

Ma che bella la giornata!
Si passa in mezzo al verde, tra piccoli abitati, e quasi non sembra più di stare in città, ma in un paesetto di provincia. C’è una piazza alberata e ci sono i bambini, qualcuno gioca con la palla, mentre i grandi leggono il giornale seduti al caffè d’angolo.
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